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Archivio mensile:aprile 2015

bucodiscena

In un momento come questo, in cui il dolore si mescola al ricordo, voglio soltanto pensare che il Maestro, alla fine dello spettacolo sia da qualche parte, dietro a un enorme sipario di velluti, damaschi, sete e stracci, di mille rossi diversi, cuciti in anni e anni di scuola e di palcoscenico da lui e da chi lo ha conosciuto, amato, deriso, compreso, detestato, imitato. Lo immagino immobile, con quel suo solito sorriso silenzioso, in quel buio denso che conosce solo chi ha vissuto di teatro e ha fatto della sua vita uno rappresentazione perfetta di quello che voleva essere. Poi la luce si accende, il sipario si apre e nel vuoto di quello spazio mille volte da lui immaginato, disegnato, sudato, scenografato non rimane che il bianco della polvere, che come una neve improbabile e meravigliosa, scende e confonde chi nella platea è rimasto senza parole. Applausi.